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Carnotaurus sastrei
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mwbamwbqCarnotaurus (il cui nome significa "toro mangiatore di carne") è un mwbggenere estinto di grande mwbwdinosauro mwcateropode appartenente alla famiglia degli mwcqabelisauridi, vissuto nel mwcgCretaceo superiore, circa 72-69,9 milioni di anni fa (mwcwMaastrichtiano), in quella che oggi è l'mwdaArgentina, mwdqSud America. Il genere comprende una sola mwdgspecie, mwdwmweaC. sastrei, conosciuta grazie a uno scheletro straordinariamente ben conservato, uno dei migliori esempi di teropodi scoperti nell'emisfero meridionale. Lo scheletro di mweqCarnotaurus fu ritrovato nel 1984 nella mwegProvincia di Chubut, in Argentina, all'interno delle rocce della Formazione La Colonia. Il nome deriva dal latino mwewcarnis (carne) e mwfataurus (toro), un riferimento alle sue caratteristiche corna simili a quelle di un toro. mwfqCarnotaurus è considerato un membro evoluto degli mwfgabelisauridi, un gruppo di grandi teropodi che dominarono le mwfwnicchie ecologiche dei predatori nei territori meridionali durante la fine del Cretaceo. Le sue relazioni filogenetiche precise rimangono incerte, ma potrebbe essere stato più strettamente imparentato con mwgamwgqMajungasaurus o mwggmwgwAucasaurus.
mwhqCarnotaurus aveva una corporatura snella e un corpo lungo 8-9 metri, con un peso stimato di almeno 1,35 tonnellate. Tra i tratti distintivi spiccavano le corna spesse sopra gli occhi, mai osservate in altri dinosauri carnivori, e un teschio particolarmente profondo, attaccato a un collo molto muscoloso. Le braccia erano incredibilmente ridotte, forse mwhgvestigiali, ma alcune ipotesi suggeriscono che potessero avere un ruolo nel corteggiamento. Le zampe posteriori erano lunghe e sottili, caratteristiche che lo rendevano ben adattato alla corsa, probabilmente uno dei mwhwteropodi più veloci della sua taglia. Un dettaglio eccezionale riguarda le impressioni di pelle conservate nei fossili, che mostrano un mosaico di piccole scaglie non sovrapposte, interrotto da grandi dossi lungo i fianchi dell'animale. Nonostante l'assenza di accenni di mwiapiume, ciò non esclude completamente la loro possibile presenza.
Le corna e il collo muscoloso di mwigCarnotaurus potrebbero essere stati utilizzati nelle lotte interspecifiche, probabilmente con rapidi colpi di testa, spinte laterali o cozzando testa contro testa, con le corna che fungevano da mwiwammortizzatori. Le abitudini alimentari rimangono oggetto di dibattito: alcuni studi suggeriscono che fosse in grado di cacciare grandi prede, come i mwjasauropodi, mentre altri pensano che si nutrisse di animali più piccoli. L'anatomia delle zampe posteriori indica che fosse ben adattato alla corsa, caratteristica che lo avrebbe reso un predatore rapido ed efficiente.
Contents
• Cranio
• Vertebre
• Note
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Descrizione
mwlqCarnotaurus era un grande mwlgteropode mwlwpredatore, sebbene caratterizzato da una costituzione leggera.cite-ref-candeiro2005-1-0[1] L'unico esemplare noto misurava tra gli 8 e i 9 metri di lunghezza,cite-ref-valieri2010-2-0[2] rendendolo uno dei più grandi mwoaabelisauridi conosciuti.cite-ref-carrano2008-3-0[3] Si contende il titolo con mwpqmwpgEkrixinatosaurus ed eventualmente mwpwmwqaAbelisaurus (quest'ultimo noto da resti altamente incompleti) che potrebbero aver raggiunto dimensioni simili o maggiori.cite-ref-valieri2010-2-1[2]cite-ref-carrano2008-3-1[3]cite-ref-calvoetal2004-4-0[4] Tuttavia, uno studio del mwtq2016 ha ridimensionato la lunghezza di mwtgCarnotaurus a circa 7,8 metri, indicando che solo mwtwmwuaPycnonemosaurus, con i suoi 8,9 metri, lo superava in lunghezza.cite-ref-5[5] Le stime sul peso dell'animale variano considerevolmente a seconda dei metodi utilizzati. Le ipotesi suggeriscono valori compresi tra 1.350mwvq kgcite-ref-bonaparte1990-6-0[6] e 2.100mwwg kg,cite-ref-mazzettaetal2004-7-0[7] con alcune stime intermedie che si attestano sui 1.500mwxw kg.cite-ref-gvpaleobiology-8-0[8]cite-ref-mazzettaetal2004-7-1[7] Nonostante fosse un mwaateropode altamente specializzato, come evidenziato dalle caratteristiche del cranio, delle vertebre e degli arti anteriori,cite-ref-novas2009-9-0[9] il bacino e gli arti posteriori mostrano tratti relativamente primitivi, simili a quelli del più basale mwbqmwbgCeratosaurus. Questi elementi erano lunghi e sottili, con l'osso della coscia sinistra che misurava 1,03 metri di lunghezza, ma con un diametro medio di soli 11 centimetri.cite-ref-bonaparte1990-6-1[6]
Cranio
Il mwfacranio di mwfqCarnotaurus misurava 59,6mwfg cm di lunghezza, ed era proporzionalmente più corto e più profondo rispetto a quello di qualsiasi altro grande dinosauro carnivoro.cite-ref-carrano2008-3-2[3]cite-ref-bonaparte1990-6-2[6] Il muso era moderatamente largo e non si assottigliava come in teropodi più basali, come mwhwCeratosaurus. Le mascelle erano leggermente curve verso l'alto, conferendo al cranio una forma unica.cite-ref-sampson2007-10-0[10] Come negli altri abelisauridi, le mwjaossa facciali, in particolare le mwjqossa nasali, erano caratterizzate da una superficie rugosa, ricoperta da numerosi piccoli fori e picchi,cite-ref-bonaparte1990-6-3[6] che in vita probabilmente sostenevano una struttura mwkgcheratinosa o mwkwdermica.cite-ref-bonaparte1990-6-4[6] L'elemento più distintivo di mwmaCarnotaurus erano le sue mwmqcorna sporgenti poste sopra gli occhi, formate dall'estensione delle mwmgossa frontali.cite-ref-bonaparte1990-6-5[6] Queste corna, spesse e a forma di cono, erano verticalmente appiattite in sezione trasversale e misuravano circa 15mwnw cm di lunghezza.cite-ref-carabajal2011-11-0[11] Si ritiene che in vita fossero rivestite di cheratina, risultando probabilmente più grandi.cite-ref-bonaparte1990-6-6[6] Gli mwqaocchi, proporzionalmente piccoli,cite-ref-paul1988pdw-12-0[12] erano posizionati nella parte superiore delle mwrqorbite,cite-ref-bonaparte1990-6-7[6] leggermente ruotate in avanti, il che suggerisce la presenza di un certo grado di mwsgvisione binoculare.cite-ref-gvpaleobiology-8-1[8]
I mwuadenti di mwuqCarnotaurus erano lunghi e sottili,cite-ref-paul1988pdw-12-1[12] in contrasto con quelli più corti e robusti tipici di altri mwvgabelisauridi.cite-ref-sampson2007-10-1[10] Ogni lato della mascella superiore ospitava quattro denti mwwwpremascellari e dodici denti mwxamascellari,cite-ref-novas2009-9-1[9] mentre la mwyqmandibola era dotata di quindici denti per lato.cite-ref-bonaparte1990-6-8[6] In netto contrasto con il robusto cranio, la mandibola era poco profonda e relativamente debole.cite-ref-bonaparte1990-6-9[6]cite-ref-paul1988pdw-12-2[12] Un elemento straordinario è il ritrovamento dell'mw1gosso ioide nella mandibola, conservato nella posizione originale. Questo sottile osso sosteneva la muscolatura della lingua e altre strutture associate. Tali ossa sono raramente rinvenute nei fossili di dinosauri, poiché non sono collegate ad altre ossa e si perdono facilmente.cite-ref-bonaparte1990-6-10[6]cite-ref-hartman2012-13-0[13]
Vertebre
La mw5gcolonna vertebrale di mw5wCarnotaurus era composta da dieci mw6avertebre cervicali (collo), dodici vertebre dorsali, sei vertebre mw6qsacrali fusecite-ref-carrano2008-3-3[3] e un numero imprecisato di vertebre caudali (coda).cite-ref-bonaparte1990-6-11[6] Il collo, invece di presentare la classica curvatura a "S" tipica di altri teropodi, era quasi rettilineo e insolitamente ampio, soprattutto alla base.cite-ref-mendez-14-0[14] La parte superiore delle vertebre cervicali era caratterizzata da una doppia fila di processi ossei ingranditi, noti come epipofisi, che creavano una depressione liscia sulla superficie superiore delle vertebre. Questi processi, che erano i punti più alti della colonna vertebrale rispetto agli insolitamente bassi mw9gprocessi spinosi,cite-ref-bonaparte1990-6-12[6]cite-ref-hartman2012-13-1[13] servivano probabilmente come aree di ancoraggio per una muscolatura del collo particolarmente sviluppata.cite-ref-novas2009-9-2[9] Una struttura simile era presente anche nella coda, dove un processo caudale modificato creava una forma a "V" in visione frontale, con i lati interni che formavano una superficie liscia sopra le vertebre anteriori della coda. Inoltre, l'estremità di ciascuna mwaqmvertebra caudale era dotata di un'espansione a forma di gancio che si estendeva in avanti, collegando la costola caudale alla vertebra precedente.cite-ref-hartman2012-13-2[13]cite-ref-personscurrie2011-15-0[15]
Arti anteriori
Gli arti anteriori di mwargCarnotaurus erano proporzionalmente i più brevi tra quelli di tutti i grandi dinosauri carnivori, inclusi quelli di mwarkmwaroTyrannosaurus, noto per avere arti anteriori incredibilmente ridotti.cite-ref-ruiz2011-16-1[16] L'avambraccio rappresentava appena un quarto della lunghezza complessiva del braccio. Inoltre, la mano non presentava alcun mwar8carpo, con i mwasametacarpi che si articolavano direttamente all'avambraccio.cite-ref-ruiz2011-16-2[16] La mano aveva una struttura insolita: possedeva quattro dita di base,cite-ref-bonaparte1990-6-13[6] anche se solo due culminavano in ossa delle dita ben sviluppate. Il quarto dito era costituito da un unico metacarpo allungato e sottile, che potrebbe aver funzionato come uno sperone esterno. Le dita erano fuse, immobili e prive di artigli.cite-ref-agnolin-chiarelli2010-17-0[17] mwas4Carnotaurus si distingueva dagli altri abelisauridi per avere arti anteriori proporzionalmente più corti e robusti, con il quarto metacarpale come osso più lungo della mano.cite-ref-ruiz2011-16-3[16] Uno studio del 2009 ha suggerito che le braccia degli abelisauridi fossero rudimentali, simili a quelle di uccelli moderni come mwatmemù e mwatqkiwi, caratterizzati da arti anteriori vestigiali con fibre nervose altamente ridotte.cite-ref-senter2010-18-0[18]
Secondo il mwatopaleontologo italiano Andrea Cau, le braccia degli abelisauridi erano completamente inutili e prive di funzionalità, e in vita potrebbero essere state inglobate nel corpo dell'animale, non visibili esternamente. Per supportare questa ipotesi, si presume che gli arti anteriori fossero proiettati posteriormente, aderenti alla gabbia toracica, e trattenuti in posizione da fasci muscolari aponeurotici e tessuti connettivi che li avrebbero completamente ricoperti. Questa struttura avrebbe potuto proteggere gli arti anteriori da eventuali morsi o lesioni causati da altri animali, fornendo al tempo stesso una spiegazione funzionale alla loro apparente inutilità.cite-ref-19[19]
Pelle fossilizzata
mwauwCarnotaurus è stato il primo mwau0dinosauro carnivoro di grandi dimensioni scoperto con un numero significativo di impressioni di pelle fossile.cite-ref-czerkas1997-20-0[20] Questi reperti, trovati sotto il lato destro dello scheletro, provengono da diverse parti del corpo, tra cui la mascella inferiore,cite-ref-czerkas1997-20-1[20] la parte anteriore del mwavycollo, il mwavccingolo scapolare e la mwavggabbia toracica.cite-ref-bonaparte1990-6-14[6] La più ampia area di pelle conservata appartiene alla parte anteriore della coda.cite-ref-bonaparte1990-6-15[6] Originariamente, anche il lato destro dell'intero mwawecranio mostrava un'estesa zona con tracce di pelle, ma questa fu accidentalmente distrutta durante la preparazione del fossile. Tuttavia, le differenze nella superficie tra i lati destro e sinistro del cranio suggeriscono che alcune caratteristiche del mwawitegumento possano essere state preservate.cite-ref-czerkas1997-20-2[20]
La pelle di mwawgCarnotaurus era composta da un mosaico di mwawkscaglie poligonali, non sovrapposte, con un diametro di circa 5mwawo mm. Questo mosaico era diviso da sottili solchi paralleli,cite-ref-novas2009-9-3[9] con una disposizione uniforme su gran parte del corpo, ad eccezione della testa, dove il disegno delle scaglie appariva più irregolare.cite-ref-novas2009-9-4[9]cite-ref-glut2003-21-0[21] Non sono state trovate tracce di mwaxcpiume, sebbene la loro presenza non possa essere completamente esclusa.cite-ref-czerkas1997-20-3[20] Una caratteristica unica tra i teropodi è la presenza di grandi dossi che correvano lungo i lati del collo, della schiena e della coda, disposti in file irregolari. Questi dossi, ciascuno con un basso crinale, misuravano dai 4 ai 5mwaxw cm di diametro e si trovavano distanziati tra loro di 8-10mwax0 cm. La loro dimensione aumentava verso l'alto del corpo. È probabile che questi dossi rappresentssero gruppi di mwax4osteodermi condensati, simili a quelli osservati negli mwax8hadrosauridi come mwayamwayeEdmontosaurus, in cui erano ricoperti da una membrana morbida che correva lungo la linea mediana.cite-ref-bonaparte1990-6-16[6]cite-ref-czerkas1997-20-4[20] Lo studioso Stephen Czerkas (1997) ha suggerito che queste strutture potessero fornire protezione ai lati del corpo durante combattimenti tra conspecifici o con altri teropodi. Strutture simili si trovano nel collo delle moderne mwayoiguane, dove offrono una protezione limitata in situazioni di lotta.cite-ref-czerkas1997-20-5[20]
Classificazione
mwazeCarnotaurus è uno dei generi meglio conosciuti degli mwaziabelisauridi, una famiglia di grandi teropodi limitati alle regioni meridionali del supercontinente mwazmGondwana. Durante il Cretaceo superiore, gli abelisauridi sostituirono i mwazqcarcharodontosauridi come predatori dominanti nel Gondwana, occupando una nicchia ecologica simile a quella ricoperta dai mwazutirannosauridi nei continenti settentrionali.cite-ref-candeiro2005-1-1[1] mwazoCarnotaurus mostra alcune delle caratteristiche più pronunciate della famiglia, come un cranio accorciato, arti anteriori ridotti fino quasi a scomparire, e peculiarità strutturali nelle vertebre cervicali e caudali.cite-ref-novas2009-9-5[9]cite-ref-personscurrie2011-15-1[15]
Nonostante i dibattiti sui rapporti interni della famiglia, mwaaqCarnotaurus è costantemente considerato uno dei membri più derivati degli abelisauridi.cite-ref-carrano2008-3-4[3] Il suo parente più stretto potrebbe essere stato mwaakmwaaoAucasauruscite-ref-canaleetal2009-22-0[22]cite-ref-coria2002-23-0[23]cite-ref-ezcurra2010-24-0[24] o mwabcmwabgMajungasaurus,cite-ref-sereno2004-25-0[25]cite-ref-tykoskirowe2004-26-0[26]cite-ref-wilson2003-27-0[27] anche se questa relazione è incerta a causa dell'incompletezza del materiale cranico di mwacuAucasaurus.cite-ref-carrano2008-3-5[3]cite-ref-novas2009-9-6[9] Una recente revisione propone mwac4mwac8Ilokelesia come possibile sister taxon di mwadaCarnotaurus, mettendo in dubbio una stretta parentela con mwadeAucasaurus o mwadiMajungasaurus.cite-ref-carrano2008-3-6[3]
mwadgCarnotaurus dà il nome a due sottogruppi di mwadkabelisauridi: i mwadoCarnotaurinae e i mwadsCarnotaurini, sebbene entrambi non siano universalmente accettati dai paleontologi. I Carnotaurinae comprendono tutti gli abelisauridi più derivati, escludendo mwadwmwad0Abelisaurus, tradizionalmente considerato un membro basale della famiglia.cite-ref-sereno-carnotaurinae-28-0[28] Tuttavia, una revisione del 2008 ha suggerito che anche mwaeiAbelisaurus potrebbe essere un abelisauride derivato.cite-ref-carrano2008-3-7[3] I Carnotaurini, invece, includono unicamente mwaecCarnotaurus e mwaegAucasaurus.cite-ref-coria2002-23-1[23] Questo clade viene utilizzato solo dai paleontologi che considerano mwae0Aucasaurus il parente più prossimo di mwae4Carnotaurus.cite-ref-sereno-carnotaurini-29-0[29]
Il seguente mwafqcladogramma illustra le relazioni filogenetiche proposte dagli studi di Canale mwafuet al. (mwafy2009):cite-ref-canaleetal2009-22-1[22]
Storia della scoperta
mwagmCarnotaurus è noto grazie a un unico scheletro (mwagqolotipo MACN-CH 894) scoperto nel 1984 durante una spedizione guidata dal paleontologo argentino mwaguJosé Bonaparte.cite-ref-novas2009-9-7[9] Questa stessa spedizione portò alla luce anche il mwagosauropode mwagsmwagwAmargasaurus.cite-ref-salgadobonaparte1991-30-0[30] La scoperta rientrava nel progetto "Vertebrati terrestri del Giurassico e del Cretaceo del Sud America", avviato nel 1976 e sponsorizzato dalla mwaheNational Geographic Society.cite-ref-bonaparte1990-6-17[6]cite-ref-salgadobonaparte1991-30-1[30] Lo scheletro è uno dei più completi e meglio conservati tra i teropodi dei continenti meridionali, nonostante alcune parti mancanti, come la porzione posteriore della coda, gran parte delle zampe posteriori e una parte della gamba, che furono distrutte dagli mwahoagenti atmosferici.cite-ref-bonaparte1990-6-18[6]cite-ref-bonaparte1985-31-0[31] Il cranio e, in particolare, il muso, risultano schiacciati lateralmente a causa della fossilizzazione, con la mwaimpremascella spinta verso l'alto sulle ossa nasali, il che ha esagerato artificialmente la curvatura verso l'alto della mascella superiore.cite-ref-carrano2008-3-8[3] L'esemplare apparteneva a un individuo adulto, come indicato dalle mwaigsuture fuse della mwaikscatola cranica.cite-ref-carabajal2011-11-1[11] È stato rinvenuto in posizione sdraiata sul fianco destro, con il collo piegato sopra il tronco, una mwai4posa tipica di morte.cite-ref-czerkas1997-20-6[20] Un aspetto particolarmente significativo di questa scoperta è la conservazione di ampie impressioni di pelle fossile,cite-ref-bonaparte1990-6-19[6] in diverse aree del corpo, che spinse a una seconda spedizione per recuperare ulteriori campioni.cite-ref-czerkas1997-20-7[20]
Lo scheletro fu rinvenuto in una fattoria chiamata "Pocho Sastre", nei pressi di Bajada Moreno, nella mwajwProvincia di Chubut, mwaj0Argentina.cite-ref-bonaparte1985-31-1[31] La preparazione del fossile fu particolarmente complicata a causa della sua inclusione in un blocco di mwakiematite, una roccia estremamente dura.cite-ref-paul1988pdw-12-3[12]cite-ref-bonaparte1985-31-2[31] Nel 1985, Bonaparte pubblicò una nota descrivendo mwaksCarnotaurus sastrei come un nuovo genere e una nuova specie, soffermandosi brevemente sul cranio e sulla mascella inferiore.cite-ref-bonaparte1985-31-3[31] Il nome generico mwalaCarnotaurus, derivante dal latino mwalecarnis (carne) e mwalitaurus (toro), fa riferimento alle sue caratteristiche corna,cite-ref-creisler-32-0[32], mentre il nome specifico mwalcsastrei rende omaggio a Angelo Sastre, proprietario del ranch dove fu scoperto.cite-ref-headden2006-33-0[33] Una descrizione completa dello scheletro arrivò solo nel 1990.cite-ref-bonaparte1990-6-20[6] Dopo la scoperta, mwamaCarnotaurus fu il secondo abelisauride identificato, preceduto solo da mwamemwamiAbelisaurus.cite-ref-bonaparte1991-34-0[34] Per molti anni, mwamcCarnotaurus rimase il membro più conosciuto della sua famiglia e il dinosauro teropode meglio conservato dell'emisfero meridionale.cite-ref-bonaparte1996-35-0[35]cite-ref-glut1997-36-0[36] Tuttavia, scoperte successive di abelisauridi altrettanto ben conservati, come mwanamwaneAucasaurus, mwanimwanmMajungasaurus e mwanqmwanuSkorpiovenator, hanno permesso agli scienziati di rivalutare molti aspetti della sua anatomia.cite-ref-carrano2008-3-9[3] Lo scheletro olotipo è conservato presso il Museo Argentino di Scienze Naturali mwanoBernardino Rivadavia,cite-ref-bonaparte1990-6-21[6] mentre sue repliche sono esposte in musei di tutto il mondo.cite-ref-glut2003-21-1[21] Una ricostruzione a grandezza naturale di mwaomCarnotaurus, realizzata dagli scultori Stephen e Sylvia Czerkas, è esposta al Museo di Storia Naturale della Contea di Los Angeles. Questa scultura, realizzata negli anni '80, è probabilmente la prima ricostruzione di un dinosauro carnivoro a presentare una pelle accuratamente modellata.cite-ref-czerkas1997-20-8[20]cite-ref-glut2000-37-0[37]
Paleobiologia
Funzione delle corna
mwapqCarnotaurus è l'unico predatore bipede noto a possedere una coppia di corna sull'mwapuosso frontale, una caratteristica unica tra i dinosauri teropodi.cite-ref-gvmetal09-38-0[38] L'uso preciso di queste corna rimane incerto, ma varie ipotesi suggeriscono che potrebbero essere state utilizzate in combattimenti tra conspecifici, come display o, in modo meno probabile, nella caccia. mwapoGreg Paul (1988) propose che le corna venissero utilizzate come armi durante scontri tra individui. Le piccole dimensioni delle orbite avrebbero ridotto il rischio di ferire gli occhi durante questi scontri.cite-ref-paul1988pdw-12-4[12] Gerardo Mazzetta e colleghi (1998) ipotizzarono che mwap8Carnotaurus utilizzasse le corna in maniera simile agli mwaqaarieti moderni. Il team calcolò che la muscolatura del collo fosse sufficientemente sviluppata per assorbire l'impatto di due individui che si colpivano frontalmente a una velocità di circa 5,7mwaqe m/s ciascuno.cite-ref-gvpaleobiology-8-2[8] Fernando Novas (2009) supportò questa teoria, osservando che la brevità del cranio avrebbe permesso movimenti più rapidi, riducendo il mwaqymomento di inerzia, mentre il muscoloso collo avrebbe consentito colpi frontali potenti.cite-ref-novas2009-9-8[9] Inoltre, la maggiore rigidità e resistenza della colonna vertebrale potrebbero essersi evolute per sopportare l'impatto generato da questi scontri.cite-ref-novas2009-9-9[9]
Altri studi suggeriscono che i combattimenti tra individui non prevedessero colpi rapidi, ma piuttosto spinte lente e continue, con i lati superiori del cranio che distribuivano la forza in modo uniforme.cite-ref-gvmetal09-38-1[38]cite-ref-chure1998-39-0[39] Questa ipotesi è supportata dall'appiattimento latero-superiore delle corna, dalla fusione robusta delle ossa nella parte superiore del cranio e dalla struttura stessa del cranio, che non sembrerebbe adatta a sopportare colpi rapidi e violenti.cite-ref-gvmetal09-38-2[38]
Mazzetta e colleghi (1998) suggerirono che le corna potessero essere utilizzate per ferire o uccidere piccole prede. Sebbene il bordo osseo delle corna fosse smussato, si ipotizza che in vita fossero ricoperte di mwar0cheratina, il che le avrebbe rese più appuntite, simili a quelle di alcuni mwar4bovini moderni. Tuttavia, questa ipotesi è controversa, in quanto non esistono esempi noti di predatori che utilizzino corna per cacciare.cite-ref-gvpaleobiology-8-3[8]
Funzione della mascella e dieta
L'analisi della struttura della mascella di mwasoCarnotaurus, condotta da Mazzetta e colleghi (1998, 2004, 2009), suggerisce che l'animale fosse in grado di eseguire morsi rapidi ma non particolarmente potenti.cite-ref-gvpaleobiology-8-4[8]cite-ref-mazzettaetal2004-7-2[7]cite-ref-gvmetal09-38-3[38] Morsi veloci sarebbero stati più importanti di quelli forti per catturare piccole prede, come evidenziato dagli studi sui mwatccoccodrilli moderni.cite-ref-gvmetal09-38-4[38] Gli stessi ricercatori hanno individuato un elevato grado di flessibilità cranica, con particolare elasticità nella mandibola, una caratteristica in parte analoga a quella dei mwatwserpenti moderni. Questa elasticità avrebbe permesso a mwat0Carnotaurus di inghiottire piccole prede intere. La parte anteriore della mandibola era dotata di una cerniera che consentiva un movimento su e giù; quando premuta verso il basso, i denti si proiettavano in avanti, trattenendo saldamente la preda e impedendone la fuga.cite-ref-gvpaleobiology-8-5[8] Inoltre, il cranio era abbastanza robusto da sopportare le forze derivanti dal sollevamento di prede più grandi,cite-ref-gvmetal09-38-5[38] suggerendo che, pur nutrendosi principalmente di animali relativamente piccoli, mwauyCarnotaurus fosse in grado di cacciare anche dinosauri di dimensioni maggiori.cite-ref-gvmetal09-38-6[38]
Questa interpretazione è stata messa in discussione da François Therrien e colleghi (2005), che hanno ipotizzato che mwauwCarnotaurus avesse una forza mandibolare due volte superiore a quella di un mwau0coccodrillo americano, noto per il morso più potente tra i mwau4tetrapodi viventi. I ricercatori hanno evidenziato analogie con i mwau8draghi di Komodo, suggerendo che la mandibola, pur non essendo ideale per catturare piccole prede, fosse adattata a infliggere ferite da taglio a prede di grandi dimensioni. Questo comportamento avrebbe indebolito progressivamente le vittime, rendendole più facili da abbattere. Secondo questa interpretazione, mwavaCarnotaurus predava principalmente grandi animali, probabilmente sfruttando l'agguato.cite-ref-therrien2005-40-0[40]
mwavyRobert Bakker (1998) ha ipotizzato che mwavcCarnotaurus fosse un predatore specializzato in prede di grandi dimensioni, in particolare mwavgsauropodi. Bakker notò che alcune caratteristiche del cranio, come il muso corto, i denti relativamente piccoli e l'ossatura mwavkoccipitale particolarmente robusta, erano simili a quelle osservate in mwavomwavsAllosaurus. Secondo Bakker, queste caratteristiche si sarebbero evolute indipendentemente nei due generi e indicano che mwavwCarnotaurus utilizzasse la mascella superiore come una "mazza dentata" per infliggere ripetute ferite alle sue prede, indebolendole progressivamente prima di abbatterle.cite-ref-bakker1998-41-0[41]
Locomozione
Mazzetta e colleghi (1998, 1999) hanno ipotizzato che mwawcCarnotaurus fosse un corridore eccezionalmente veloce, grazie a caratteristiche anatomiche del mwawgfemore che gli permettevano di sopportare elevati mwawkmomenti flettenti durante la corsa. La capacità di una gamba di resistere a tali forze è un fattore cruciale per determinare la velocità massima di un animale. Gli adattamenti locomotori di mwawoCarnotaurus erano migliori di quelli di un essere mwawsumano, sebbene inferiori a quelli di uno mwawwstruzzo.cite-ref-gvpaleobiology-8-6[8]cite-ref-mazzetta1999-42-0[42] Secondo i calcoli, mwaxuCarnotaurus avrebbe raggiunto una velocità massima compresa tra 48 e 56mwaxy km/h.cite-ref-43[43]
Nei dinosauri, il muscolo locomotore più importante è il caudofemoralis, situato nella coda. Questo muscolo si collega al mwayequarto trocantere del femore e tira l'osso della coscia all'indietro durante la corsa. Scott Persone e mwayiPhil Currie (2011) hanno osservato che, nelle vertebre caudali di mwaymCarnotaurus, le costole caudali non erano disposte orizzontalmente a "T" come nella maggior parte dei teropodi, ma inclinate verso l'asse verticale delle vertebre, formando una sorta di "V". Questa configurazione avrebbe fornito più spazio per un muscolo caudofemoralis particolarmente sviluppato, stimato in un peso di 111-137 kg per gamba. Questo rende mwayqCarnotaurus uno dei teropodi giganti più veloci mai esistiti.cite-ref-personscurrie2011-15-2[15] L'ipertrofia del muscolo caudofemoralis avrebbe reso i muscoli epiassiali (mwayklunghissimo e mwayospinale), situati sopra le costole caudali e responsabili della stabilità e del movimento della coda, proporzionalmente più piccoli. Per compensare questa riduzione e garantire la stabilità della coda, mwaysCarnotaurus aveva costole caudali dotate di processi rivolti in avanti, che incastravano le vertebre tra loro e con il bacino. Questa configurazione irrigidiva la coda, garantendo stabilità durante la corsa. Tuttavia, tale adattamento comportava una ridotta capacità di effettuare curve strette. L'anca e la coda dovevano muoversi simultaneamente, limitando la flessibilità rispetto ad altri teropodi. Ciò suggerisce che mwaywCarnotaurus fosse specializzato per la velocità in linea retta, ma meno adatto per manovre agili e cambiamenti di direzione rapidi.cite-ref-personscurrie2011-15-3[15]
Paleoecologia
Inizialmente, le rocce in cui è stato scoperto mwazgCarnotaurus furono attribuite alla parte superiore della Formazione Gorro Frigio, datata a circa 100 milioni di anni fa (mwazkAlbiano-mwazoCenomaniano).cite-ref-bonaparte1990-6-22[6]cite-ref-bonaparte1985-31-4[31] Successivamente, venne stabilito che queste rocce appartenevano alla più recente Formazione La Colonia,cite-ref-bonaparte1996-35-1[35] risalente agli stadi del mwa0cCampaniano-mwa0gMaastrichtiano, tra 83,6 e 66 milioni di anni fa. Nel 2009, Novas propose un arco temporale più ristretto, datando la presenza di mwa0kCarnotaurus tra 72 e 69,9 milioni di anni fa (mwa0oMaastrichtiano inferiore),cite-ref-novas2009-9-10[9]cite-ref-bonaparte1996-35-2[35] rendendolo uno degli abelisauridi sudamericani più recenti conosciuti.cite-ref-personscurrie2011-15-4[15] Alla fine del Cretaceo superiore, il Sud America era già isolato sia dall'Africa che dal Nord America.cite-ref-leloeuff1997-44-0[44]
La Formazione La Colonia è esposta sul versante meridionale del Massiccio Patagonico settentrionale.cite-ref-pascual2000-45-0[45] I fossili di vertebrati, inclusi quelli di mwa2aCarnotaurus, provengono principalmente dalla sezione centrale della formazione, nota come associazione di facies centrale.cite-ref-pascual2000-45-1[45] Questa parte rappresenta probabilmente depositi di un ambiente composto da mwa2uestuarî, mwa2ypiane di marea e/o mwa2cpianure costiere.cite-ref-pascual2000-45-2[45] Il clima era stagionale, caratterizzato da alternanza di mwa2wstagioni secche e mwa20umide.cite-ref-pascual2000-45-3[45] La Formazione La Colonia ospitava una fauna particolarmente ricca e diversificata, composta da numerosi vertebrati terrestri e acquatici. Tra i vertebrati acquatici si trovavano mwa3idipnoi mwa3mceratodontidi, mwa3qtartarughe, mwa3ucoccodrilli e mwa3yplesiosauri come mwa3cmwa3gSulcusuchus, appartenente alla famiglia mwa3kPolycotylidae.cite-ref-gasparinifuente2000-46-0[46]cite-ref-sterli2011-47-0[47] I mwa4idinosauri che abitavano la regione includevano l'mwa4mabelisauride mwa4qmwa4uKoleken,cite-ref-pol2024-48-0[48] il mwa4otitanosauro mwa4smwa4wTitanomachya, un mwa40anchilosauro e un mwa44hadrosauride indeterminati.cite-ref-titanomachya-49-0[49] Inoltre, erano presenti mwa5mserpenti delle famiglie mwa5qBoidae e mwa5uMadtsoiidae, tra cui mwa5yAlamitophis argentinus,cite-ref-albino2000-50-0[50] oltre a diverse specie di tartarughe, tra cui quattro appartenenti al gruppo mwa5wChelidae (mwa50Pleurodira) e una alla famiglia mwa54Meiolaniidae (mwa58Cryptodira).cite-ref-gasparinifuente2000-46-1[46] Anche i mwa6qmammiferi erano rappresentati, con generi come mwa6uReigitherium, considerato il primo mwa6cdocodonte sudamericano,cite-ref-pascual2000-45-4[45] e mwa6wArgentodites, un possibile mwa64multitubercolato.cite-ref-kielanjaworowska2007-51-0[51] Nel 2011 è stata annunciata anche la scoperta di un mwa7muccello enantiornite. Questa varietà di fauna riflette un ecosistema complesso e diversificato, in cui mwa7qCarnotaurus condivideva il suo habitat con una vasta gamma di specie terrestri e acquatiche.cite-ref-lawver2011-52-0[52]
Nella cultura di massa
Sebbene sia una scoperta relativamente recente, mwa8qCarnotaurus ha acquisito in breve tempo particolare notorietà presso il pubblico generalista per via del suo bizzarro aspetto. La sua prima apparizione significativa avviene nel romanzo mwa8umwa8yIl mondo perduto di mwa8cMichael Crichton, dove viene descritto con l'abilità di cambiare il colore del proprio manto per mimetizzarsi, un tratto inesistente nella specie reale. Tuttavia, questa caratteristica non è presente nel mwa8gmwa8kfranchise cinematografico di mwa8omwa8sJurassic Park, dove i carnotauri appaiono per la prima volta solo in mwa8wmwa80Jurassic World - Il regno distrutto (2018) senza capacità mimetiche.cite-ref-0-53-0[53]
La rappresentazione cinematografica più famosa di mwa9mCarnotaurus rimane quella nel film Disney mwa9qmwa9uDinosauri (2000), dove due carnotauri fungono da antagonisti principali. Inizialmente, il ruolo era destinato a un mwa9ymwa9cTyrannosaurus, ma per evitare ripetitività rispetto ad altri film, si optò per un carnotauro. Tuttavia, l'aspetto dei carnotauri nel film è lontano dalla realtà paleontologica: possiedono dimensioni spropositate, arti anteriori più sviluppati e una corporatura simile a quella di un tirannosauro, pur mantenendo l'armatura osteodermica caratteristica della specie reale.cite-ref-0-53-1[53]cite-ref-1-54-0[54]cite-ref-2-55-0[55]
Nel mwa-ufranchise di mwa-yJurassic Park, mwa-cCarnotaurus sarebbe dovuto comparire in mwa-gmwa-kJurassic Park III (2001), ma fu sostituito da un mwa-omwa-sCeratosaurus per evitare confronti con la versione del film Disney, uscito l'anno precedente.cite-ref-56[56] mwa-aCarnotaurus è stato però usato per sviluppare alcune caratteristiche dellmwa-e'mwa-iIndominus rex in mwa-mmwa-qJurassic World (2015), come le corna e gli osteodermi.cite-ref-57[57]cite-ref-58[58]cite-ref-1-54-1[54] mwbaeCarnotaurus debutta fisicamente in mwbaimwbamJurassic World - Il regno distrutto (2018) e ritorna nel sequel mwbaqmwbauJurassic World - Il dominio (2022). Nella serie animata mwbaymwbacJurassic World - Nuove avventure compare un esemplare chiamato dai protagonisti Toro, l'esemplare visto ne mwbagIl dominio riappare negli ultimi episodi della mwbakterza stagione di mwbaomwbasJurassic World - Teoria del caos.cite-ref-2-55-1[55]
mwbbeCarnotaurus compare nel documentario mwbbimwbbmIl pianeta preistorico, dove viene mostrato un maschio intento a ripulire una zona per attirare una femmina e mwbbqcorteggiarla con un comportamento elaborato, inclusivo di movimenti dei piccoli arti anteriori.cite-ref-1-54-2[54]cite-ref-2-55-2[55]
Note
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Collegamenti esterni
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• citerefgbif(EN) Carnotaurus sastrei, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.